No a questo PIT | Piano Indirizzo Territoriale

NO A QUESTO PIT

Siena 29 Settembre 2014

Anche il Consorzio Chianti Colli Senesi si unisce agli altri Consorzi di Tutela Vini della Toscana nel confronto verso il Piano di Indirizzo Territoriale.

Lunedi 29 settembre, tutti i principali Consorzi vitivinicoli toscani hanno presentato delle comuni Osservazioni al Piano Paesaggistico adottato dal Consiglio Regionale lo scorso 2 luglio. Nella lunga storia dei Consorzi toscani, raramente si è raggiunta una così ampia unitarietà d’intenti, a dimostrazione del fatto che tutto il settore vitivinicolo toscano, senza distinzioni di sorta, condivide la medesima valutazione del Piano Paesaggistico e la medesima preoccupazione.

Il Consorzio Chianti Colli Senesi si unisce quindi a tutti gli altri Consorzi, nel riconoscere che il Piano Paesaggistico contiene sicuramente numerose e positive novità, soprattutto per quanto attiene l’attenzione posta sul consumo del suolo, ma per quanto riguarda gli aspetti agricoli e vitivinicoli, il giudizio è senza dubbio negativo, ritenendo che se fosse approvato così com’è stato proposto, questo Piano farebbe fare all’agricoltura toscana un salto indietro di decenni, producendo danni pressoché irreversibili all’economia, all’occupazione e persino all’ambiente di gran parte del territorio rurale. È noto a tutti che senza un’economia competitiva anche il territorio deperisce, venendo a mancare quelle risorse che sono indispensabili alla sua cura e manutenzione.

Un Piano Paesaggistico “anacronistico e sbagliato”. È anacronistico nei suoi assunti teorici e nei suoi obiettivi pratici, perché punta alla ricostituzione di un paesaggio agrario che non c’è più, superato dalla storia dell’ultimo secolo. Nel 2014 non si può seriamente pensare, come prevede in alcune parti il Piano, di ricostituire nelle nostre colline un paesaggio “agrosilvopastorale” quando l’assetto sociale che lo sorreggeva non esiste più da decenni. Per molti aspetti è un Piano che non si limita a trattare, come dovrebbe, del paesaggio e della sua tutela in un contesto dinamico, ma piuttosto si spinge ad indicare anche il tipo di economia che vi si dovrebbe praticare, senza preoccuparsi della sua praticabilità e dei suoi effetti. È sbagliato nel suo impianto normativo, perché complesso e vasto oltre ogni ragionevole misura, nonché incoerente e contraddittorio. Chiunque lo legga si rende immediatamente conto che non esiste nessuna precisa distinzione tra ciò che è prescritto e ciò che costituisce una semplice indicazione di metodo, lasciando un enorme potere discrezionale a quei funzionari pubblici che sono chiamati ad interpretarlo. In un Paese che non riesce a risollevarsi dalla crisi anche a causa della sua burocrazia, questo Piano prefigura un indubbio appesantimento degli oneri burocratici a carico delle imprese.
E’ bene comunque sottolineare che i viticultori non sono contro il Piano perché insofferenti alle regole, sono piuttosto contro “questo” Piano, per come è stato concepito e formulato. Il paesaggio toscano è un patrimonio fondamentale per gli stessi viticultori perché rappresenta un formidabile biglietto da visita nel mondo della nostra cultura, del nostro lifestyle, dei nostri prodotti: l’eccellenza del vino toscano è tutt’uno con l’eccellenza del paesaggio, la sua tutela è quindi un valore imprescindibile. Per questo sarebbe stato auspicabile il coinvolgimento del mondo vitivinicolo nella stesura del Piano Paesaggistico, per giungere a fissare poche e chiare regole. Non si tutela il passaggio trasferendo costi e oneri sulle spalle dei soli agricoltori, imponendo loro obblighi e burocrazia.

All’unanimità quindi, i consorzi, convinti del valore della partecipazione nelle scelte di governo, non si sono limitati a sottolineare puntualmente gli errori e le incongruenze di questo documento, ma sono andati ben oltre, proponendo di cambiare completamente la filosofia e l’approccio del Piano, perché il paesaggio toscano è un valore condiviso dai cittadini come dalle aziende, così come devono essere condivise anche le politiche pubbliche di tutela.

 

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